Ludovico Fossà - Didattica

Allestimento set. Utile chincaglieria.



Per allestire un set potrebbero essere utili alcuni attrezzi tutt’altro che "professionali". Vediamo un po’. 

Bacchette di legno, meglio se di sezione circolare (In qualunque CentroBrico): Servono per appendere pannelli bianchi, neri, argentati, ecc... 
Fogli di "Poliplat" (Polistirolo accoppiato a cartoncino. Si trova in colorificio) spessore da 3 a 5mm: Utilissimo perché leggerissimo ma nel contempo molto rigido. Lo si taglia con un cutter molto facilmente. 
Pinzette e morsetti (CentriBrico) per appendere, sostenere, ecc... 
Una confezione di Costruzioni di Legno (Ikea ad esempio) fornisce una buona quantità di utilissimi supporti, spessori, rialzi, ecc... 


Fonti di luce a basso costo. 

Nel caso di un allestimento di un set casalingo per still life o per ritratto, sconsiglio l’uso di flash da slitta. Non perché siano attrezzi non performanti, semplicemente non li ritengo adatti a quello scopo. 
Occorre avere il controllo del posizionamento della fonte luminosa, dell’eventuale livello di diffusione, nonché del posizionamento dei pannelli riflettenti. 
Due soluzioni possibili: Costosi Flash da Studio (monotorcia o con generatore indipendente) che hanno la caratteristica di essere equipaggiati con Luce Pilota, oppure Luce Continua costosa anch’essa. 
Ma c’è un’alternativa: I cosiddetti Fari da Cantiere. Possono contare su una lampada alogena della potenza di 350W/h oppure 500W/h. Reperibili presso i CentriBrico, costano intorno ai 30/40 euro e spesso sono corredati da un piccolo treppiede. 
Non sono dotati di lampada calibrata a 3200° K (in genere la loro temperatura colore è più bassa), ma bilanciare il bianco sucessivamente è un'operazione piuttosto semplice, a patto di scattare in file Raw e di utilizzare un software di conversione proprietario oppure Camera Raw o Lightroom di Adobe, piuttosto che Aperture per Mac, o altri ancora. Diviene quasi indispensabile, però, l’acquisto di una GrayCard Kodak.


Sistemi di diffusione della luce. 

Il più accessibile, forse, è la cartaforno che però è un diffusore molto aggressivo e granuloso. Può servire quando la fonte di luce dev’essere particolarmente morbida e utilizzabile su oggetti opachi. Su oggetti lucidi si specchierà anche la sua granulosità; e non sempre è opportuno. È inoltre piuttosto giallina e inevitabilmente modifica la temperatura colore della luce che deve diffondere. Per contro, resiste benissimo al calore. 
Un'alternativa è costituita dai fogli di Carta da Lucido (reperibili presso le cartolerie o i colorifici) meglio se almeno 50X70. È un sistema migliore rispetto alla cartaforno. 
Appendendone uno a una bacchetta di legno con un paio di pinzette (o morsetti), si può ottenere un bank perfetto. 
Ha una superficie omogenea e cromaticamente abbastanza neutra. 
Per chi vuole/può spendere qualche euro in più, consiglio un rotolo di Heavy Frost della Lee Filters (n° 129 del catalogo) che sostituisce in modo molto più efficiente i fogli di Carta da Lucido. Soprattutto per chi dovesse utilizzare fonti di luce particolarmente potenti (800/1000W): La carta si cremerebbe. 
Viene venduto in rotolo lungo circa 8 m, ed è largo circa 1,3 m.  


Accessori per la compensazione e la riflessione della luce. 

Rotolo di alluminio da cucina con cui rivestire cartoncini (o meglio il suddetto Poliplat), per costruire pannelli e pannellini riflettenti. 
Tra l'altro i fogli di alluminio sono in genere lucidi da un lato e leggermente matt dall'altro. Caratteristica che dà l'opportunità di avere pannelli riflettenti più morbidi. 
All'interno dei pacchetti di sigarette – lo so, non si dovrebbe fumare - si trova un bel foglietto di carta stagnola. Quattro o sei di questi, stesi e incollati su un cartoncino... ed ecco un pannello riflettente particolarmente morbido. 
Le torte gelato sono protette da un supporto circolare di cartone che spesso ha un lato dorato: è un perfetto pannello "caldo". 
I più adatti a questo scopo, tuttavia, sono i coperchi delle vaschette d’alluminio per alimenti. 
Non esiste – o almeno non l’ho ancora trovata – attrezzatura professionale atta a quel fine, che funzioni così bene. 
Costano pochi euro, possono essere tagliati e sagomati all’occorrenza senza troppi scrupoli ed esistono di varie dimensioni; una vera manna non solo per lo still life, ma anche per il ritratto. 
Il metodo più economico per sostenere i piccoli pannelli riflettenti è la cosiddetta terza mano, un aggeggio composto da una base, generalmente in ghisa, e un braccio snodato alle cui estremità sono fissate due pinzette, snodate anch'esse, del tipo "caimano".
Al centro è montata una lente d'ingrandimento.
Serve in elettronica per saldare piccoli componenti che vengono tenuti in posizione tramite le pinzette.
Seppur in modo meno preciso e versatile rispetto a un'attrezzatura progettata esplicitamente allo scopo, funziona abbastanza bene; una volta rimossa la lente, si può contare su un braccio lungo una ventina di centimetri e di due pinzette alle quali agganciare in modo sufficientemente preciso i nostri pannelli.
Costa pochi euro: un set di quattro o cinque e si va che è una meraviglia.

Con una spesa relativamente bassa, e una buona propensione al bricolages, si può allestire un set che permette di ottenere risultati di tutto rispetto.


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© Ludovico Fossà fotografo