Ludovico Fossà - Didattica

Lo sfondo.



Questa volta vorrei parlare dello sfondo
Uno di quei particolari ai quali si presta attenzione generalmente solo dopo un po' d'esperienza. 
Uno di quei particolari che vengono spesso sottovalutati. 

In altra occasione, ho accennato a quest'argomento: 

"...Altro punto da evidenziare è la necessità di abituarsi ad analizzare ogni angolino che compone l’immagine. E questa operazione va fatta durante la sessione di ripresa naturalmente. 
Il Banco Ottico o le Medio Formato possono dare un grosso aiuto in questo senso: la visione innaturalmente rovesciata e "staccata" dalla scena inquadrata, costringe ad analizzare l'inquadratura in modo particolare. 
Con l’utilizzo di una reflex invece, la cosa è un po' più complicata. 
Vediamo nel mirino ciò che vedremmo (più o meno) anche senza l'attrezzo davanti agli occhi. 
Attraverso il mirino di una reflex siamo portati a "guardare" in modo, quindi, naturale. Puntando, cioè, l'attenzione solamente verso il soggetto, verso ciò che stiamo guardando, senza tener conto di quello che vediamo con la cosiddetta "coda dell'occhio", così come facciamo normalmente. 
Ma quando inquadriamo una scena, tutto ciò che entra nell'angolo di campo utilizzato, farà parte integrante della nostra fotografia; è necessario, perciò, tenerne conto. 
Un esempio: L'orizzonte pendente si può notare solamente mettendolo in relazione con i margini esterni dell’inquadratura. In realtà noi vediamo l'orizzonte sempre dritto, come lo vedremmo (anzi lo interpreteremmo) dritto anche avendo la testa storta...” 

Insomma, è un problema da porsi pena la delusione, sempre in agguato, che si può provare nel momento in cui osserviamo le nostre fotografie. 
La scelta del diaframma e il conseguente controllo della Profondità di Campo sono elementi determinanti per la buona riuscita di un’immagine. 
In condizioni normali, infatti, consiglio sempre di adottare l'automatismo a priorità di diaframmi piuttosto che quello a priorità di tempi. 
Per lo stesso motivo, preferisco le ottiche luminose, non tanto per la possibilità di fotografare in condizioni di luce critica, ma proprio per la loro maggior versatilità, potendo contare su un range di diaframmi più ampio. 
La scelta degli elementi che dovranno comporre lo sfondo, è altrettanto importante. 
Nello still life, è una parte importantissima del "progetto", ma anche nei ritratti all’aperto (o in qualunque altro genere fotografico).
La foto di un bel volto fotografato con una luce giusta ma su uno sfondo anonimo, non studiato in fase di ripresa, non produrrà una bella immagine. Si potrà ottenere solo un’immagine mediocre di un bel volto. 
Accostamenti cromatici nel caso di foto a colori, o lo studio dei contrasti nel caso del BiancoNero. 
Mi vengono in mente i ritratti in BiancoNero di Avedon. Semplicissimi ma splendidi nei quali il soggetto era illuminato da un lato e lo sfondo illuminato con una zona di luce verso la parte opposta, ottenendo così una specie di Positivo/Negativo: La zona chiara del soggetto che si staglia sulla zona scura dello sfondo, e viceversa. 

Non vi sono, ovvio, regole fisse; e per questo motivo l’argomento trattato non è di facile esposizione. 
Non è possibile indicare come operare, quali materiali usare, ecc. 
Vorrei solo far riflettere su questo argomento, sia che inquadriamo nel mirino della reflex, oppure osserviamo il vetro smerigliato di un banco ottico. 

Se si prova a fare un piccolo esperimento mentale nel quale si cerca d'immaginare uno sfondo diverso o non coerente nelle immagini che seguono, si percepisce immediatamente la sua importanza... 

Nello still life... 

    

   



Nel Ritratto in studio... Che altro non è che uno still life con animato... 
(grazie all'amico Sergio Pivetta) 



Oppure in un ritratto classico, quello che impropriamente si definisce "rubato", fatto in spiaggia a mia figlia con un medio tele impostato a tutta apertura (70mm f/2.8)




Di seguito esemplificati, un paio d'esempi che descrivono come poter movimentare uno sfondo, utilizzando un punto luce che da solo potrebbe produrre un'illuminazione poco interessante. 


In questo modo si può creare un'alternanza di luce e ombra che compendia la sfumatura che già si ottiene posizionando il punto luce lateralmente. 
Sono sufficienti due o più cilindri di cartoncino che andranno fissati in qualche modo allo sfondo. 



Creazione di un raggio di luce (in questo caso con contorni frastagliati). 
La variante con le due bandiere tagliate in modo più regolare, produce un raggio più classico. 
All'occorrenza bisogna industriarsi per costruire una struttura in grado si sostenere, nella posizione voluta, le due bandiere.



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© Ludovico Fossà fotografo